Sottolineamo subito la parola "uomo", che non mi sembra casuale, né di semplice uso prammatico. Il Santo intende porre l'accento, io penso, sulla "umanità " del Passionista: la sua personalità umana sic et simpliciter, e le sue doti o qualità semplicemente umane, naturali. Il nostro Santo infatti, Parla di "natura", o "naturale", di "indole", di "aspetto" esteriore e precisa: buona natura, docile, soave; buona indole; buon aspetto, modesto, sereno; e... vede e vuole il Passionista una persona matura, dallo spirito forte, psichicamente equilibrata, piena di umanità ... il meno imperfetto possibile, in ogni senso: fisico, psichico, intellettuale, morale, spirituale... "Persone scelte" (III,119), "fomite di qualità e abilità , di sanità e robustezza " (IV, 223)..."Querce non canne" debbono essere i Passionisti( III,616 ), "uomini fortissimi, provati in variis tentationibus, intus et foris; per fare cose grandi:.", "armati di fede, ben esercitata nei patimenti grandi, la quale produce poi meravigliosi frutti di vita eterna, e fa gustare di quel legnoss.mo..."( II ,94)"uominidecisi...pronti e coraggiosi"( IV ,233), "fervidi soldati...strenui e fervidi operai" '(II, 213; 284) "uomini di ottima volontà "( III , 424), "veri poveri di spirito e staccati da tutto il creato..." (Il, 213), "f è rvidi, dotti, santi e zelanti..."(IV, 56), talmente decisi, da "far guerra all'inferno...", da "far argine alla piena di tanti gravissimi mali che minacciano d'inondare tutto il mondo... " (II, 213). Per essere Passionisti così , già solo dal punto di vista umano: " Vi vuol gran chiamata..." (II, 67)ma anche "sanità ", "buona salute", "robustezza fisica" (IV, 233; III, 71 ), "con facilità a mangiare tutto... buona dentatura... " (IV, 235s) E San Paolo esigeva anche che il Passionista fosse culturalmente preparato..., "uomini grandi in santità e dottrina" (III, 828). Insieme alla preghiera, lo studio deve essere una delle due ali che innalzano a Dio (Reg. 47). — Non basta... Secondo San Paolo il Passionista deve essere anche un "bel tipo", diremmo noi: di "natura soave, sereno, amabile, aperto... " (II, 253; III, 424; IV, 330, ecc.), soprattutto di spirito allegrò , gioviale... perché , precisava, i malinconici di natura, i tetri, gli ipocontrici... non fanno per la vita passionista, anzi, semplicemente per la vita religiosa! (Il, 156.253. 545;IV,26.236). Voleva perciò che i religiosi fossero allegri e si mostrassero tali particolarmente nella ricreazione, "con spirito modestamente allegro e gioviale, accomodandosi all'umore di tutti" (Reg. 28-29) e raccomandava ai Rettori di tenere i Religiosi "con pace di cuore, senza scrupoli, in vera modestia, in santa allegria... " (II, 773). Il Passionista, secondo San Paolo della Croce, dev'essere ancora una persona: "compita", educata, civile, affabile, nei modi o atteggiamenti e nelle parole,"manierosi", senza, per ò , pose studiate e affettazione... (IV, 236); attento all'igiene, alla pulizia della propria persona, degli indumenti personali (abito particolarmente), della stanza... "Poveri, ma puliti", soleva ripetere... "La povert à è , buona, ma la sordidezza è cattiva" (Reg. 144). A questa compitezza, ordine e pulizia del Passionista, il Santo Fondatore, ci teneva non solo per la formazione e dignit à personali, ma anche per l'impressione positiva che, pur in questo lato cos ì umano, il Passionista doveva suscitare negli altri... Anche per tale motivo, certamente, Egli si preoccupava perfino dell'integrit à e perfezione fisica, tanto da prescrivere di non accettare in Congregazione soggetti con difetti fisici evidenti, come "bassa statura (pigmei), cattiva dentatura (che procura deformit à alla bocca e non permette di pronunciare bene le parole), fiato puzzolente (che da fastidio agli altri), piedi disuguali (che farebbero zoppicare), balbuzie (che causa difficolt à nell'esercizio del ministero sacerdotale)..." (IV, 233s) Il Passionista per San Paolo della Croce doveva essere, insomma, anche nella sua umanità , una persona dignitosa e rispettabile in ogni senso, e per usare un'espressione del N. S. P.e F., "una perfetta immagine, un vivo ritratto di Gesù Cristo", l'Uomo perfetto. Non diversa è la "figura umana" del Passionista delineata dalle odierne Costituzioni e Regolamenti generali: "Uomo evangelico" (77), fornito di adeguate "doti umane, morali e spirituali.... di buona natura fisica e psichica..." E devono essere guidati "alla maturità umana, alla stabilità maturità umana e affettiva e acquisire idee chiare del fine della vita religiosa" (88) "Il Postulandato ha lo scopo di permettere un giudizio sulla vocazione e sull'attitudine del candidato alla vita religiosa, sulla sua maturit à umana ed affettiva... Prima di iniziare il Noviziato, ogni aspirante deve dichiarare in iscritto... di non celare nessuna grave o abituale infermità ..." (R. G., 46-47) Inoltre il Passionista di oggi, ancora, deve acquistare un "alto livello di competenza" nel proprio campo di lavoro (84), "buone maniere nel conversare e nel portamento" (28) e impegnato nel "sviluppare la propria personalit à e le proprie doti" e ad aiutare gli altri fratelli a fare altrettanto (cf 26c) |
